
Mi chiamo Martina Pia Arpaia, ho 18 anni e frequento l’ISIS Leonardo da Vinci, indirizzo Scienze Applicate.
Se dovessi scegliere una sola parola per descrivere questi cinque anni, sceglierei crescita.
Quando ho scelto questo indirizzo, ormai cinque anni fa, ero solo una bambina con tanta voglia di crescere e di scoprire un nuovo mondo. Non avevo ancora un’idea completamente definita di quello che avrei voluto fare in futuro e, proprio per questo, ho sentito che un indirizzo così ampio e completo potesse essere la scelta più adatta a me. Avevo tante aspettative, tanti dubbi e forse non immaginavo quanto questi anni mi avrebbero cambiata.
Oggi mi presento come una ragazza curiosa, determinata e con il desiderio di migliorarmi continuamente, sia dal punto di vista personale che formativo.
La scuola viene spesso vista solo come un luogo in cui si studia, si prendono voti e si affrontano verifiche e interrogazioni. Per me è stata molto di più. È stata il luogo in cui ho imparato a conoscere meglio me stessa, a confrontarmi con gli altri, a superare le difficoltà e a capire che crescere significa anche sbagliare.
Non è stato un percorso perfetto. Ci sono stati momenti in cui avrei potuto impegnarmi di più, giorni in cui la voglia di studiare era poca e momenti in cui pensavo di non essere abbastanza o di non riuscire a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata. Con il tempo, però, ho capito che il valore di una persona non si misura soltanto dai voti che ottiene, ma dalla capacità di rialzarsi dopo una difficoltà, di imparare dai propri errori e di continuare a credere in se stessa anche quando tutto sembra complicato.
In questi anni ho imparato che ogni persona ha i propri tempi, che ogni ostacolo può insegnare qualcosa e che ogni esperienza, anche quella che inizialmente sembra negativa, contribuisce a costruire il nostro carattere. Ogni errore mi ha lasciato un insegnamento, ogni difficoltà mi ha resa un po’ più forte e ogni persona incontrata lungo questo cammino ha contribuito, nel bene o nel male, alla mia crescita.
Un ruolo fondamentale in questo percorso lo ha avuto la mia famiglia, che considero il mio punto di riferimento più importante. Mi ha sempre sostenuta nei momenti difficili e mi ha trasmesso valori come il rispetto, l’affetto, la determinazione e l’importanza di non arrendersi mai. Per me trascorrere del tempo con le persone che amo è una delle cose più preziose perché credo che i rapporti umani siano una parte essenziale della felicità e della crescita personale.
Ci sono stati anche momenti che ricorderò per sempre e legami che porterò con me. So che ognuno di noi prenderà una strada diversa, com’è giusto che sia, ma spero che il ricordo di questi anni trascorsi insieme, seduti tra i banchi di scuola, rimanga per sempre nel cuore di tutti noi.
Con il passare del tempo ho capito che la scuola non prepara soltanto a un esame, ma prepara alla vita. Ci insegna ad assumerci responsabilità, ad accettare le sconfitte senza arrenderci, a gioire dei piccoli traguardi e a comprendere che il successo non arriva sempre subito, ma è il risultato dell’impegno, della costanza e della determinazione.
Oggi mi trovo davanti a questa commissione con un’emozione difficile da descrivere. Da una parte c’è la soddisfazione di essere arrivata fino a qui, dall’altra c’è un po’ di paura, perché ogni cambiamento porta con sé tante domande. Per questo non considero la maturità un semplice esame, ma il simbolo di un percorso, di tutto ciò che ho vissuto, imparato e superato. È il momento in cui mi fermo per un istante a guardare la strada percorsa, prima di iniziarne una nuova con ancora più consapevolezza.
Vorrei concludere con un pensiero che sento particolarmente mio. Spesso pensiamo che crescere significhi avere sempre tutte le risposte. Io credo invece che crescere significhi imparare a convivere anche con le domande, con le incertezze e con la paura del futuro, senza permettere che siano loro a fermarci. Perché è proprio affrontando ciò che ci spaventa che scopriamo chi siamo davvero.
Ed è con questa consapevolezza, con l’emozione di chi sta chiudendo un capitolo importante della propria vita e con la speranza di aprirne uno ancora più bello che oggi desidero presentarvi il mio percorso interdisciplinare.